Dentro la nostra RSA San Giuseppe, alcune giovani calciatrici dell’Affrico hanno avviato un percorso di educazione civica e incontro con le nostre ospiti, in prevalenza donne molto anziane, dando vita a un appuntamento fisso del lunedì pomeriggio.
L’idea nasce da Tommaso Giani, che ha raccolto e raccontato voci e pensieri delle ragazze, trasformandoli in un cammino di ascolto e confronto tra due generazioni: quella di chi vive il presente e quella di chi lo ha attraversato decenni fa, tra lavoro, famiglie, cambiamenti sociali, fatiche e conquiste.
Per le ragazze è un’esperienza rara; per le nostre ospiti, invece, queste visite hanno un valore speciale, perché la presenza di persone così giovani nelle strutture per anziani è ormai sempre più rara. È un incontro che rompe le distanze, crea legami e restituisce senso al tempo condiviso.
All’interno di questo percorso, una presenza tiene insieme i fili: Nicola, musicista e animatore, che arriva con la chitarra in spalla e trasforma un pomeriggio qualunque in un momento di comunità. Spesso accade che anche le ospiti più fragili, quelle meno presenti, iniziano a canticchiare quando parte una canzone conosciuta. È come se la musica aprisse una porta che altre attività faticano ad aprire: una porta fatta di memoria, emozione, riconoscimento.
È per questo che questo progetto conta. Non si tratta di semplice animazione, ma di educazione civica nel senso più profondo del termine: imparare l’ascolto, esercitare la presenza, riconoscere la dignità delle storie. Attraversare, senza evitarli, i luoghi della fragilità e della solitudine. E restituire, alle persone che li abitano, il diritto di sentirsi ancora parte di una comunità.
Noi del Consorzio Zenit crediamo che questo significhi prendersi cura: tenere insieme generazioni diverse, creare occasioni di incontro autentico, coltivare legami. E se una chitarra, un pallone e un lunedì pomeriggio possono fare la differenza, allora vale davvero la pena continuare ad allenarsi, insieme, alla relazione.



