L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto educativo della FIGC, giunto alla sua seconda edizione e coordinato in Toscana dal diacono ed educatore Tommaso Giani. L’obiettivo è tanto semplice quanto ambizioso: “gemellare” le squadre di calcio giovanili con realtà del sociale cittadine che si prendono cura di persone fragili.
Un gruppo di circa quindici ragazze adolescenti dell’Affrico ha accettato questa bellissima sfida, trascorrendo per dodici lunedì pomeriggio il proprio tempo all’interno della RSA gestita dal Consorzio Zenit. Le giovani atlete si sono affiancate alle attività quotidiane delle nostre anziane: dal canto alla visione di un film, dai momenti di gioco fino alle semplici, ma inestimabili, chiacchierate. Un incontro tra fiorentine di età diversissime, unite dalla voglia di ascoltarsi e di condividere i propri vissuti.
“Ogni volta scopro il privilegio di vedere il cuore grande degli adolescenti, una generazione troppo spesso biasimata o tacciata di insensibilità”, racconta Tommaso Giani. “Mi accorgo che quando noi adulti riusciamo a fargli ‘l’assist giusto’ – rimanendo in metafora calcistica – questi ragazzi vanno in gol. Si mettono in gioco per gli altri, si coinvolgono e crescono a livello di cittadinanza attiva, di umanità e di empatia”.
Il momento clou del gemellaggio è stata la speciale gita di domenica al campo sportivo. Vedere le ospiti della RSA sugli spalti, pronte a incitare le loro “nipoti” acquisite, ha restituito un’immagine potente del valore sociale dello sport.
Come ha sottolineato Valentina Blandi, direttrice del Consorzio Zenit, insieme a Tommaso Giani:
“Lo sport può unire tutti, anche generazioni lontane. Mettere in dialogo giocatrici così giovani e innamorate del loro sport con donne anziane, affaticate dagli acciacchi ma ancora custodi di passioni profonde, significa riaccendere una scintilla vitale. L’entusiasmo delle ragazze diventa contagioso: le anziane si riappassionano, tornano a sentirsi parte di qualcosa e partecipano alla loro passione, tifando e desiderando vederle vincere. È uno scambio di energia che combatte la solitudine e restituisce senso alla parola comunità”.
Per il Consorzio Zenit, iniziative come questa incarnano perfettamente la nostra filosofia di cura: un’assistenza che non si ferma ai bisogni primari, ma che abbraccia il benessere psicologico e relazionale delle persone. Con la viva speranza di poter replicare l’esperienza anche il prossimo anno, ringraziamo di cuore le ragazze dell’Affrico, la società sportiva, Tommaso Giani e tutto il personale della RSA San Giuseppe per aver reso possibile questo piccolo, grande capolavoro di inclusione.

